‘Foggia Libera Foggia’, il 10 gennaio tutti contro mafia e criminalità. Don Ciotti: “Nessuno si senta escluso”

Dopo i tre attentati intimidatori ed un omicidio compiuti a Foggia nei primi quattro giorni del 2020, Libera. Associazione, Nomi e Numeri Contro le Mafie ha organizzato ‘Foggia Libera Foggia’,  la mobilitazione in programma venerdì 10 gennaio, alle ore 16, nel capoluogo dauno per rispondere alla violenza criminale. “Un invito alla partecipazione di tutti, dalla cittadinanza, alle associazioni, alle forze sindacali, agli studenti, agli amministratori, al mondo della chiesa – si legge nella nota –. Nessuno si senta escluso”. Alla manifestazione sarà presente Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera, che in tutti questi anni non ha mai fatto mancare la sua presenza e la sua vicinanza ad un territorio troppo spesso macchiato da episodi criminali e da omicidi di stampo mafioso.

“Davanti a questa violenza mafiosa, una cosa è certa bisogna schierarsi – è l’appello dello stesso don Ciotti – per non lasciare sole le vittime di questa violenza, per non lasciare soli i rappresentati dello Stato, le forze dell’ordine, la magistratura impegnati quotidianamente in operazioni importanti ed efficaci. Per non lasciare soli i cittadini. Bisogna schierarsi come cittadinanza responsabile e valorizzare il lavoro di resistenza delle tante realtà di quel territorio che provano a costruire percorsi di bellezza e di cambiamento. Bisogna schierarsi per chiamare il male per nome e non girarsi dall’altra parte, perché il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi assiste senza fare nulla per contrastarlo. Tutti insieme a Foggia – conclude Luigi Ciotti – perché serve coraggio di avere più coraggio da parte di tutti”.

Non va dimenticato che il 21 marzo 2018 la ‘Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie’, promossa da Libera e Avviso Pubblico, si svolse proprio per le strade di Foggia per rilanciare l’attenzione sulla escalation di episodi di mafia e criminalità che hanno portato ad identificare la Capitanata come ‘quarta mafia’ in Italia. In quell’occasione a marciare furono in migliaia, provenienti da tutta Italia. Oggi evidentemente c’è ancora bisogno di far sentire la voce e di metterci, mai come in questo caso, la faccia.