Haram che non si arrende, come il protagonista del film “L’uomo verticale” che la JRStudio Cinema sta girando a Foggia

Per le strade e le piazze di Foggia la Jrstudio cinema sta girando un film impegnativo. Un film importante, che come ha spiegato il regista Roberto Moretto su Foggia Città Aperta si concentra «sul sottile limite fra criminalità e quotidianità, sul sottile limite fra ciò che è consentito e ciò che è di comune accordo accettato, solo perché ‘funziona così’ o peggio perché se ti fai i cazzi tuoi campi cent’anni». Il film si intitola “L’uomo verticale” perché rappresenta nell’idea di chi lo ha scritto, lo sta realizzando e lo ha sostiene l’idea di chi «non vuole cedere al terrorismo mafioso, combatte, tituba, spesso ci ripensa, ma a tutti i costi, fino alla fine, combatte».
Come Haram, che ieri sera ha fatto la comparsa in una delle tante scene del film che si girano nei vari angoli della città. Haram è uno dei diffusori del giornale di strada ”Foglio di Via”, che nella distribuzione del mensile trova una piccola occasione di reddito.

Prima del covid-19, aveva un lavoro regolare che gli aveva permesso di costruire ed immaginare un futuro qui a Foggia, lontano dal suo Paese. Veniva dalla strada, perché era stato anche un senza dimora. Ma con tanta forza di volontà aveva trovato un impiego stabile che gli consentiva di vivere tranquillo e di mantenere la sua famiglia. La pandemia – come per tanti altre casi – ha messo momentaneamente fine alla sua occupazione. Per questo, continua ad essere uno dei diffusori del giornale ed a cercare un lavoro più stabile, che gli dia maggiori sicurezze e stabilità.


Intanto, si dà da fare, non si tira mai indietro. Perché anche lui come il protagonista del film è un uomo verticale. Uno che combatte, che non molla, che non si arrende. Come dovremmo imparare a fare tutti in questa città. Perché ciascuno di noi è chiamato ad essere responsabile, a fare la sua parte. Sempre restando verticali. Con una speranza: «Che quest’opera – ha concluso Moretto – sia un piccolo passo verso la consapevolezza delle nostre possibilità».
Emiliano Moccia