Buona strada padre Arcangelo Maira, una vita al servizio dei più deboli, dei migranti, dei senza dimora. Addio al missionario scalabriniano

E’ morto padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano che per tanti anni si è speso per gli ultimi della provincia di Foggia. Migranti, senza dimora, persone in fragilità sociale. Era nato a Caltanissetta ed era stato missionario in Africa. Nei suoi anni da missionario scalabriniano a Siponto si era impegnato in una serie di attività in favore dei migranti, in particolare nella pista di Borgo Mezzanone, nel Ghetto di Rignano, ma in generale per tutti gli ultimi, tra cui i senza dimora. Ha fondato anche il campo di lavoro “Io Ci Sto” che ha richiamato tanti giovani provenienti da ogni parte d’Italia in attività di volontariato in favore dei migranti che vivono negli insediamenti informali dei migranti.

Di seguito il ricordo dei Fratelli della Stazione di Foggia:

In 39 anni di vita ho conosciuto un solo uomo che ha vissuto da santo.

Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali.
Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia.
Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute.
L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente.
L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede.
L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima.
Ciao Arcangelo mi mancherai tanto.
Proveremo a continuare quello che hai iniziato.
Sant’Arcangelo. Prega per noi e per me.
Claudio